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08.07.2010 - intervista al Presidente Rosario Messina sulla Giornata Anticontraffazione
La contraffazione è un grave danno per la collettività

All'indomani dell'importante evento della Giornata Nazionale Anticontraffazione, il Presidente di FederlegnoArredo Rosario Messina torna sul tema, sottolineando in particolare il danno sociale che un prodotto contraffatto genera verso l'individuo 

di Cristiano Fieramonti
Presidente, lo scorso 7 luglio Lei è stato uno dei protagonisti a Roma della Giornata Nazionale dedicata alla lotta contro la contraffazione. Quali sono le sue valutazioni sull'evento?
È stata un'iniziativa di grande importanza, perché probabilmente per la prima volta è stato posto il problema in modo chiaro con una condivisione piena da parte di tutto il sistema, dalla politica all'imprenditoria, dalle associazioni dei consumatori ai sindacati.
Come ha ricordato il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, questo ‘mercato' ha un valore annuale complessivo di circa 15 miliardi di euro di mancato fatturato, e di 5 miliardi di euro di tasse non incassate dallo Stato.
Ma, a parte la perdita economica per le imprese e per lo Stato, la contraffazione è soprattutto un grave danno per l'intera collettività.


Cosa intende dire?

Sono tre soprattutto i danni che la contraffazione provoca a livello sociale: crea disoccupazione, in particolare nel mondo giovanile; può causare gravi danni alla salute delle persone, penso ad esempio ai bambini che vengono a contatto con materiali non sicuri e tossici; danneggia, infine, il tesoro più prezioso che l'Italia ha, ovvero il design, la creatività.

FederlegnoArredo ha sostenuto e promosso con forza questa iniziativa. Come mai?
Il Salone Internazionale del Mobile è la fiera più importante del mondo dedicata al design. Se malauguratamente la contraffazione dovesse dilagare in un contesto del genere, si provocherebbe un danno gravissimo.
Noi cerchiamo di salvaguardare soprattutto due cose: da una parte l'occupazione, perché abbiamo la responsabilità morale e civile dei nostri dipendenti; dall'altra parte, il patrimonio di creatività e originalità dei Saloni che hanno contribuito negli ultimi 50 anni a fare grande la città di Milano.

Quali iniziative intende mettere in campo la Federazione su questo tema?
Nell'interesse della collettività non potremo che dare seguito alle sollecitazioni emerse a Roma e, in maniera graduale, sviluppare campagne di informazione e sensibilizzazione per la difesa del prodotto originale e per eliminare la contraffazione dalla nostra filiera.
Allo stesso tempo, come il nostro deciso sostegno alla Giornata Anticontraffazione ha dimostrato, continueremo a lavorare in stretta collaborazione con Confindustria; su un tema così delicato, non si può pensare di fare i ‘battitori liberi': come il Presidente Marcegaglia ha ricordato, è decisivo fare sistema e sviluppare un piano condiviso e comune.
Il Presidente Rosario Messina ospite di 'Porta a Porta'
27 maggio 2010

''BISOGNA SOSTENERE I CONSUMI''
Il Presidente Rosario Messina a Porta a Porta

Ieri sera il Presidente di FederlegnoArredo Rosario Messina è stato ospite della trasmissione di Rai Uno Porta a Porta, in occasione della puntata dedicata alla manovra finanziaria approvata ieri dal Governo.

Unico imprenditore fra gli ospiti di Bruno Vespa, il Presidente Messina ha valorizzato alcune parti della nuova manovra, ricordando però con forza la questione centrale per l'economia italiana di oggi: ‘Bisogna sostenere i consumi, e continuare a difendere l'enorme patrimonio di creatività del mobile italiano'.

Dichiarazione del Presidente Rosario Messina sugli incentivi cucine
''Apprendiamo la notizia dell'approvazione di oggi del decreto sugli incentivi che comprende, fra le categorie che ne beneficiano, anche il settore dei mobili per cucina.
Riteniamo che quanto deciso oggi sia un segnale importante per uno dei nostri comparti ma assolutamente insufficiente, anzi inadeguato a dare un sostegno vero all'intera filiera del legno-arredamento, rappresentata dalla nostra Federazione.
I mobili per cucina, per quanto meritevolissimi dell'attenzione che hanno avuto, non sono infatti che una parte di un sistema industriale, quello del legno-arredamento appunto, che è un patrimonio di grande valore per tutto il Paese e che crediamo vada tutelato.
Alla luce di queste considerazioni il decreto approvato oggi ci pare francamente offensivo nei confronti degli imprenditori del settore, che non solo non vengono  minimamente tutelati, ma che vedono giungere questa decisione dopo mesi di promesse.
Promesse che hanno rallentato anche i consumi, poiché hanno indotto il pubblico a rimandare gli acquisti nella speranza di poter beneficiare di sconti che si sono rivelati un'illusione.''

Milano, 19 marzo 2010

15.12.2009 - punti salienti dell'intervento del Presidente Messina alla conferenza stampa di fine anno

2009, L'ANNUS HORRIBILIS DEL LEGNO-ARREDAMENTO

ROSARIO MESSINA, PRESIDENTE DI FEDERLEGNOARREDO:
''ABBIAMO SOPPORTATO LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE PRATICAMENTE DA SOLI, MA ANCHE LA NOSTRA RESISTENZA HA UN LIMITE''.


''C'è bisogno di un intervento urgente del Governo per evitare di perdere oltre 100.000 posti di lavoro e garantire continuità alle nostre piccole  e medie imprese che rappresentano l'ossatura del sistema economico italiano. A partire dalla rottamazione, subito nel settore del mobile come è stato per le automobili. Dare sostegni diretti alle imprese con premi fiscali. Rilanciare i consumi e far crescere il potere di acquisto delle famiglie. Estendere la rottamazione anche al sistema alberghiero italiano che è parzialmente inadeguato e comunque migliorabile. Questo riavvierebbe l'edilizia, rilancerebbe l'attività produttiva, attiverebbe il sistema delle infrastrutture e andrebbe a diminuire l'incidenza della cassa integrazione aumentando anche il rilancio del turismo''. Sono queste le misure urgenti chieste dal presidente di FederlegnoArredo, Rosario Messina che commenta anche i temi della congiuntura che emergono dai dati preconsuntivi 2009, presentati oggi dal Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo

''Abbiamo pagato un conto salatissimo per gli eccessi della finanza internazionale, abbiamo in gran parte sostenuto da soli il peso della crisi e l'esito è il peggiore che si potesse immaginare: un settore che perde il 20% del valore della produzione, mentre la finanza mondiale è in parte tornata ai comportamenti pre-crisi''. Sottolinea il presidente Rosario Messina.

I dati parlano chiaro: se nel 2008 si erano appena sentiti i morsi della crisi, soprattutto a fronte di un ultimo trimestre dell'anno particolarmente difficile, nel 2009 il primo semestre dell'anno è stato negativo, ben al di sopra anche delle più pessimistiche aspettative. La contrazione del fatturato del 2008, che per l'intera filiera legno-arredamento si era attestata al 5,6% del fatturato totale, sospinta soprattutto dal calo dei consumi interni (-7,8%) e da un moderato arretramento delle esportazioni (-2%), appare oggi come un timido accenno di quello che sarebbe stato il clima congiunturale del settore solo pochi mesi più tardi.

Secondo gli ultimi dati preconsuntivi elaborati, il 2009 dovrebbe chiudersi, per il settore italiano del legno-arredamento, con un calo del fatturato totale del 20%, condizionato in modo decisivo dal crollo delle esportazioni (-23,5% in valore) che sono state la componente più negativa delle vendite del settore.
Le indagini congiunturali ci descrivono un profilo temporale anch'esso imprevisto: dopo un primo trimestre caratterizzato da una gelata degli ordini di proporzioni inattese, il secondo trimestre 2009 è stato, per il settore, addirittura peggiore del primo. Nel terzo trimestre il trend negativo è proseguito, anche se un gruppo di imprese ha cominciato a rivedere la ripartenza degli ordini, non sufficiente ad invertire il segno congiunturale ma sufficiente a modificare le attese per il quarto trimestre.

''La nostra filiera ha sofferto in modo particolare la crisi mondiale, come tutti i settori di beni intermedi, di beni di investimento e di beni di consumo durevole, per effetto di due fattori: da un lato, la mancanza di fiducia e le aspettative pessimistiche hanno frenato gli acquisti per investimenti o consumo di beni durevoli e, dall'altro, la stretta del credito ha impedito il realizzarsi anche di quegli investimenti che erano già decisi e che stavano per partire – illustra il presidente Rosario Messina. L'effetto congiunto di questi due fattori ha penalizzato la nostra industria soprattutto in alcuni settori: penso in particolare ai prodotti in legno per l'edilizia, che hanno risentito del crollo del settore edile in tutta Europa, e ai mobili per ufficio, che sono legati agli investimenti delle imprese''.

''In uno scenario simile - commenta ancora Rosario Messina - ci attendevamo un supporto più efficace e, invece, ci siamo sentiti soli ad affrontare la bufera. E' comprensibile che i primi interventi fossero sul settore finanziario, ma non è spiegabile, a più di dodici mesi dallo scoppio più virulento della crisi, come mai buona parte delle risorse siano allocate a sostenere le istituzioni finanziarie e poco o nulla sia stato fatto sull'economia reale. Le risorse allocate per i Tremonti Bond poi in realtà non utilizzate dalle banche, il sostegno al credito alle piccole e medie imprese quasi sempre sterilizzato da un atteggiamento eccessivamente prudenziale di molti istituti di credito, sono indubbiamente i segnali di strategie che hanno privilegiato il settore finanziario il quale, tuttavia, non ha svolto quel ruolo di stimolo che ci si attendeva per l'economia reale''.

Non meno significativo, anche se numericamente meno intenso, è stato il calo del fatturato dell'arredamento: il settore a valle della filiera ha ridotto il fatturato del 17,3% a fronte di un calo delle esportazioni pari al 23%, accompagnato da una contrazione delle importazioni del 16,7%, che ha comportato un calo del saldo commerciale del 24,9%.
Questi numeri sintetizzano in modo evidente il tema principale della congiuntura: il settore, che ha una spiccata propensione verso i mercati internazionali, subisce innanzitutto gli effetti negativi del blocco dell'espansione del commercio mondiale, che negli ultimi anni aveva trainato la crescita. Nessuno tra i primi venti paesi acquirenti di arredamento italiano è cresciuto, sia in valore sia in quantità, nel periodo gennaio-agosto 2009 (ultimi dati disponibili).
Da un lato, infatti, i paesi clienti più tradizionali dell'arredamento italiano hanno subito in modo consistente l'impatto della crisi: in particolare Francia (-12,0%), Germania (-10,1%), Regno Unito (-39,8%) e Stati Uniti (-34,9%) hanno avuto risultati particolarmente negativi. Dall'altro lato, anche i paesi che negli scorsi anni avevano sostenuto la crescita dell'export settoriale italiano hanno invertito il trend in modo brusco, riportando il valore commerciato a quello di 24 o 36 mesi prima: Russia ( -33,0%) e Emirati Arabi Uniti (-33,8%) rappresentano il segnale di un'inversione di tendenza pagato in modo molto caro dalle imprese italiane. Non meno significativi sono i risultati dei primi otto mesi dell'anno di Spagna (-36,8%) e Grecia (-18,9%), rispettivamente settimo e nono paese cliente e tra i mercati in cui maggiori sono stati gli effetti della crisi, soprattutto nel settore dell'edilizia.

''Il crollo dei mercati internazionali ha penalizzato i settori come il nostro, che ha una propensione storica alle esportazioni e, soprattutto, accumula ogni anno 9,5 miliardi di saldo commerciale positivo – prosegue il presidente di FederlegnoArredo. La perdita di quasi 2,5 miliardi di euro sul saldo forse poteva essere solo in parte attenuata, ma certamente l'aiuto alle imprese doveva e poteva essere maggiore. La disponibilità di credito, come abbiamo visto, è stata per lo più inefficace e l'incentivo ai consumi, con la deducibilità dei 10 mila euro di spesa in cinque anni sull'acquisto dei mobili legato alla ristrutturazione, è stata troppo timida, soprattutto se paragonata a quanto fatto in altri settori e in primo luogo nell'automobile. Il risultato di consumi in contrazione del 12,6% può essere considerato positivo solo se paragonato al calo delle esportazioni: non bisogna dimenticare, peraltro, l'ormai cronica stagnazione dei consumi che ridimensiona il risultato. Ancora più sorprendente è poi l'esclusione del settore mobili per ufficio dalla cosiddetta Tremonti Ter, un'esclusione che non ha ragioni, se non per una mancanza di visione. Sappiamo bene che la coperta della finanza pubblica è corta, ma ancora più corto rischia di essere il respiro delle imprese che in un solo anno hanno visto diminuire il fatturato del 30% o più. Su questo punto FederlegnoArredo sta lavorando proprio in questi giorni per far si che i mobili per ufficio siano compresi fra i prodotti oggetto di incentivo, nel Decreto Legge previsto a fine anno''.
Nel settore legno le dinamiche congiunturali sono state, se possibile, ancora più negative. Come per tutti i settori più a monte delle filiere produttive del made-in-Italy, il macro settore legno ha accusato gli effetti della crisi con un'intensità e una durata maggiori: già nel 2008 infatti il monte aveva visto contrarre in modo più evidente il fatturato e l'export.
I dati preconsuntivi per il 2009 indicano un calo del fatturato del 24,3%, a fronte di una diminuzione delle esportazioni del 27,9%. La diminuzione delle esportazioni in termini assoluti è soprattutto a carico del legno per edilizia, che è il comparto più attivo sui mercati esteri, ma, in termini relativi, tutti i comparti hanno sofferto e in primo luogo l'industria dei pannelli, schiacciata tra la contrazione del settore arredamento-mobili e quella del settore edilizia.

Il rallentamento delle importazioni del legno e dei prodotti in legno (-26,8%) è anch'esso un segnale preoccupante di disinvestimento delle imprese in materia prima e di ritardo nella ricostituzione dei magazzini.

''Il crollo dell'edilizia poteva essere contrastato in modo più efficace e questo avrebbe generato un impulso positivo per tutta l'economia e per il nostro settore – sottolinea il presidente Messina - si sono invece persi mesi nel discutere del piano casa e temiamo che le Regioni, a cui spetta il compito di dare il via definitivo, possano perdere altro tempo prezioso. E proprio mentre l'edilizia era immobile e le ristrutturazione iniziavano il loro calo precipitoso, il Governo ha concesso incentivi al mobile legato alle ristrutturazioni. Ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che, da solo, il comparto del legno per l'edilizia rappresenta circa il 25% della forza lavoro dell'intera filiera legno-arredamento, mentre l'intero settore legno rappresenta il 44%. L'intera tenuta occupazionale della filiera, che impiega quasi 410 mila addetti per circa 75 mila imprese, è chiaramente a forte rischio''.

''Un aspetto non enfatizzato abbastanza – prosegue Rosario Messina - è il fatto che in questa crisi non c'è una divisione tra la parte datoriale e quella dei lavoratori: c'è una chiara consapevolezza di essere tutti travolti da una tempesta che non abbiamo generato noi, ma che finiamo per subire più degli altri. Il senso di responsabilità delle nostre imprese è peraltro stato esemplare e frequentemente gli imprenditori non hanno esitato ad intaccare il proprio patrimonio personale per non fare ricadere il peso della crisi tutto sulle spalle dei lavoratori. Un senso di responsabilità che, però, non può durare in eterno e che richiede di essere sostenuto e ha bisogno di segnali forti che ci dicano che è giunto il momento di aiutare le imprese italiane dell'economia reale''.

Per quanto riguarda le aspettative, ''le indagini congiunturali dell'Ufficio Studi Cosmit/FederlegnoArredo rivelavano che ci sarebbe stato un quarto trimestre di recupero pensando ad una inversione di tendenza da parte delle famiglie, nel periodo maggiormente interessato agli acquisti – sottolinea Rosario Messina. Ormai, a consuntivo, da una verifica su molte aziende, il trimestre ha perso addirittura sul 2008. A questo punto le speranze per il 2010 si riversano sulla riconferma dell'incentivo, svincolato dalla ristrutturazione, che sicuramente avrebbe lo stesso effetto che si è avuto nelle auto che hanno visto crescere del 15% gli ordini. Un'ulteriore triste rilevazione è data dall'orientamento diffuso da parte dei rivenditori, sia nel mercato interno che all'estero, a voler evitare le scorte di magazzino. Ciò è dovuto, da un lato ad una mancanza di frequentazione nei negozi dei clienti finali, dall'altro, è dato dalla conseguenza del difficile reperimento di risorse finanziarie, poiché le banche, contrariamente a quanto affermano, continuano a non concedere finanziamenti, se non alle aziende con le massime garanzie ipotecarie''.

L'unica aspettativa possibile, in mancanza di interventi governativi è la speranza che alcuni paesi, soprattutto quelli che hanno garantito una maggiore crescita nei mesi pre-crisi, possano ripartire velocemente e garantire la prima scossa per avviare il motore della macchina produttiva.

''Questa non è certo una crisi dovuta alla mancanza di competitività – conclude il presidente Messina - quanto piuttosto ad una contrazione generalizzata del commercio internazionale; cionondimeno, le imprese hanno iniziato a ripensare in modo nuovo i propri prodotti e la propria organizzazione produttiva e commerciale. La ricerca di nuovi posizionamenti nei diversi mercati dovrà essere più flessibile, adattando la strategia al singolo mercato e non guardando solo a quei paesi a forte crescita, ma continuando a consolidare anche nei mercati clienti più tradizionali. La nostra ripartenza passa anche attraverso una strategia di promozione settoriale che FederlegnoArredo ha attivato da diversi mesi, nella consapevolezza che è necessario essere da supporto alle imprese soprattutto in questo periodo''.

Milano, 15 dicembre 2009

25.11.2009: Marchio d'origine - un successo al Parlamento europeo
Caro collega,

mercoledì 25 novembre 2009 il Parlamento europeo ha votato a larghissima maggioranza (529 voti contro 27) una risoluzione comune che sollecita il Consiglio ad approvare il regolamento che istituisce l'obbligo della denominazione d'origine per alcuni prodotti che entrano nel territorio dell'Unione europea, ed invita la Commissione a mantenere inalterata la propria proposta avanzata nel 2005. Tra i settori inclusi nel regolamento sono inseriti, oltre ai prodotti tessili, a quelli dell'abbigliamento, alle calzature, alle borse, ai gioielli ed alle ceramiche, anche i mobili ed i prodotti per l'illuminazione.

Sono convinto che la nostra costante, determinata e appassionata battaglia per portare un contributo reale e concreto di trasparenza e giustizia stia dando i suoi frutti.

Una votazione a così larga maggioranza rappresenta un segnale importante che deve confortarci e sostenerci nel perseguimento di un obiettivo che da anni ci ha visti impegnati in prima fila.

È significativo che l'unico organo dell'Unione Europea eletto dai cittadini si sia dimostrato, ancora una volta, particolarmente sensibile su tale tematica.

Come sai i principali partner commerciali dell'UE, quali Stati Uniti, Cina, Giappone e Canada, hanno già da tempo introdotto obblighi in materia di marchio d'origine;

L'adozione di questo regolamento consentirebbe finalmente di colmare la grave lacuna provocata da una controproducente disparità tra le regolamentazioni vigenti negli Stati membri e dalla mancanza di norme comunitarie chiare in materia. Inoltre, l'obbligatorietà del marchio d'origine costituirebbe anche un'informazione importante per la scelta del consumatore finale, il quale potrebbe quindi mettere in relazione il prodotto scelto con le norme sociali, ambientali e di sicurezza generalmente associate al paese di provenienza.

La risoluzione parlamentare invita quindi la Commissione ed il Consiglio a compiere tutti i passi necessari per assicurare parità di condizioni con i partner commerciali che hanno introdotto obblighi in materia di marchio d'origine ed esorta gli Stati membri a tenere un approccio comunitario coerente sulla questione in modo da consentire ai consumatori dell'UE di ricevere informazioni più complete e accurate.

Ti segnalo inoltre che i deputati europei hanno chiesto l'istituzione di opportuni meccanismi di vigilanza e di lotta contro la frode in campo doganale invitando la Commissione a intervenire energicamente, di concerto con gli Stati membri, per difendere i legittimi diritti e le legittime aspettative dei consumatori ogni qualvolta vi siano prove di un uso fraudolento o ingannevole dei marchi d'origine da parte di importatori e di produttori non UE.

Condivido quanto affermato in queste ore dall'On Cristiana Muscardini, prima firmataria della proposta di risoluzione, la quale evidenzia come sia incomprensibile la disattenzione che fino ad oggi ha paralizzato alcuni governi all'interno del Consiglio, al punto da impedire l'adozione di un regolamento indispensabile per sanare il deficit d'informazione dei consumatori europei rispetto ai prodotti provenienti dai paesi terzi.
Il tempo sprecato danneggia sempre le nostre imprese.

Auspichiamo che questo importante voto del Parlamento possa finalmente sbloccare l'immobilismo di alcuni Stati membri e che il Consiglio possa procedere in tempi rapidi all'adozione del regolamento.

Sarà tema che assieme ad altri importanti come la qualità dei prodotti ed i listini-prezzi saranno all'ordine del giorno della prima Giunta dell'anno nuovo.

Con i saluti più cordiali.

Cav. Lav.
Rosario Messina

23.11.2009 - Il Messaggio del Presidente Messina per la XIII edizione della Colletta Alimentare

28 NOVEMBRE 2009
XIII GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

FEDERLEGNOARREDO DALLA PARTE DI CHI LAVORA PER IL BENE COMUNE

 

Carissimi imprenditori,

In tutta la sua lunga storia, la Federazione che ho l'onore di presiedere ha sempre vissuto a stretto contatto con esigenze e problemi del settore, a cui erano inevitabilmente legati esigenze e problemi del territorio. Non è mai mancata all'interno del nostro gruppo l'attenzione verso quelle forme di solidarietà e tutela del bene comune che, avviate in aree limitate, hanno poi acquisito negli anni una dignità e risonanza a livello nazionale e internazionale, divenendo soggetti di reale sviluppo della società.

La Colletta Alimentare è senza dubbio uno degli esempi più virtuosi che si sono affermati negli ultimi dieci anni nel nostro Paese.

Avviata in Italia nel 1997 dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus ottenendo subito un risultato eccezionale di 1.600 tonnellate di beni alimentari raccolti, la Colletta Alimentare si è imposta in breve tempo come un'iniziativa dallo straordinario valore sociale: centinaia di migliaia di volontari che gratuitamente mettono a disposizione il loro tempo per la raccolta del cibo; milioni di persone che scelgono di acquistare beni alimentari non deperibili donandoli poi per la Colletta; migliaia di famiglie italiane in difficoltà sostenute grazie al “pacco” del Banco Alimentare (il pacco non è nient'altro che una scatola contenente vari beni alimentari, dalla pasta ai pelati, dagli omogeneizzati al latte etc.).
Oggi la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è un grande fenomeno popolare, un gesto di reale condivisione dei bisogni delle famiglie, appuntamento fisso a ridosso del Natale che caratterizza tutto il territorio nazionale e diversi paesi nel mondo, capace di coinvolgere ben 7.600 punti vendita di beni alimentari che offrono la loro collaborazione con donazioni di cibo, offerte promozionali e spazi dedicati all'iniziativa. Un fenomeno capace di raccogliere durante la scorsa edizione quasi 9.000 tonnellate di beni alimentari.
L'evento gode anche dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

In un periodo come quello attuale in cui la crisi e la confusione sembrano essere le uniche voci che risuonano, un'iniziativa come la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è il segno di una società che non si perde d'animo, di una società che “rimboccandosi le maniche” vuole contribuire per il bene di tutti.

FederlegnoArredo ha scelto di sostenere la Colletta Alimentare, promuovendo l'iniziativa e invitando tutti a partecipare.

Appuntamento dunque il prossimo sabato 28 novembre, nei più importanti supermercati e iper d'Italia.

Buona Colletta a tutti!

Cav. Lavoro
Rosario Messina
Presidente FederlegnoArredo

Per maggiori informazioni clicca qui

02.11.2009 - Caso ''Report'', la Lettera aperta del Presidente
Il Sig. Franco Tartagni, Presidente di ATL Group SpA, nostro associato come TRE ERRE SpA - una delle aziende apparse nella trasmissione televisiva Report andata in onda su RAI TRE il 18 ottobre u.s.-, ha ritenuto bene fornire agli altri associati della Federazione alcuni elementi utili per mettere a fuoco in maniera esatta la situazione venutasi a creare nel distretto dei mobili imbottiti di Forlì.

Il Presidente di Confindustria Forlì-Cesena ci ha parimenti fatto avere una serie di considereazioni molto interessanti che permettono di inquadrare, dando il giusto rilievo, tutti i fenomeni produttivi che coinvolgono il settore nella sua provincia.
Il nostro consigliere di Giunta Alberto Conficconi mi è venuto a trovare per darmi dal vivo alcuni importanti elementi su come si sta evolvendo la situazione delle aziende del territorio.
Sono certo che si tratti di una situazione che non riguarda solo il territorio romagnolo, ma che per molti versi interessi altre aree e settori della nostra Italia.

Tengo pertanto a comunicare la disponibilità mia personale e di Conficconi a trasmettere elementi interessanti al riguardo e a questo scopo Vi invito a dare un cenno di riscontro alla presente, comunicando il Vostro interesse a vedere direttamente i documenti sopra citati (segreteria di direzione tel. 02.80604.303).

Sono convinto che in questo periodo di crisi dobbiamo stare allerta ad evitare l'insorgere o l'incancrenirsi dei fenomeni anche mediatici che possano influenzare in maniera deleteria un tessuto economico già in difficoltà.

Con i miei migliori saluti.

Cav. Lav. Rosario Messina

Il messaggio di chiusura dell'Assemblea del Presidente Messina
Cari colleghi,

a poche ore dalla chiusura della 64a assemblea annuale di FederlegnoArredo innanzitutto desidero ringraziare gli associati che hanno voluto affermare con la loro presenza l'affezione alla Federazione e all'essere squadra.
Eravamo circa 250 e 70 giornalisti nella parte pubblica.

Dell'importanza di fare squadra, che è poi l'headline della nostra campagna pubblicitaria, ho voluto parlare nel mio intervento conclusivo al dibattito sul tema “Costruire la ripresa. Le fondamenta di un progetto comune”.
Dobbiamo smettere di girare intorno al toro: o lo prendiamo per le corna oppure continuiamo a prendere cornate! Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, abbiamo bisogno che partano i consumi. In Italia i soldi ci sono, ce lo ha confermato anche il prof. De Rita, ma la gente è spaventata e non compra. Noi siamo imprese reali e non possiamo continuare a lavorare per sostenere i costi burocratici del Paese e di tutte le sue articolazioni ed enti locali.

Dobbiamo fare squadra con tutte le associazioni a noi più vicine e insieme formulare una proposta da presentare al Governo
, supportando con un ruolo di punta quanto fa Confindustria. Andremo dai ministri competenti con un progetto che tuteli le nostre imprese e i nostri lavoratori.
Lo dobbiamo fare uniti superando i protagonismi e gli individualismi di ciascuno; un primo passo è stato quello di costituire Federcostruzioni, ma possiamo agire anche d'intesa con il tessile- abbigliamento, la moda e Altagamma.
La crisi non si risolverà presto e la ripresa d'autunno metterà a dura prova le nostre fabbriche e le nostre strategie: lo ha sottolineato Giuseppe De Rita nella sua relazione di apertura. Federcostruzioni ha già chiesto un incontro e spero nei prossimi giorni di potervi comunicare la data e mi auguro risposte concrete dalle istituzioni. In queste ore ci stiamo dando da fare sia per i mobili d'ufficio sia supportando un'iniziativa del gruppo Cucine.

Il contributo dei colleghi imprenditori rappresentanti di varie categorie Giuseppe Morandini, presidente Piccola e Media Industria Confindustria, Giorgio Squinzi, presidente Federchimica, Piero Torretta, presidente UNI e vicepresidente ANCE,  Braccio Oddi Baglioni, presidente OICE e Andrea Negri, presidente MADE eventi srl e vicepresidente Federcostruzioni insieme  a quello dell'architetto Mario Cucinella, moderati da un bravissimo Antonio Caprarica, direttore di Giornale Radio Rai e Radio Uno ha ribadito la nostra  posizione sulla Tremonti Ter e sul tema “piano casa”: non solo annunci mediatici ma speranza di poter intervenire concretamente per avviare da subito tutto il settore dell'edilizia e delle costruzioni per cui la confermata terza edizione di MADEexpo dovrebbe dimostrarsi piattaforma privilegiata di rilancio e di business.

Aspetto da Voi ulteriori considerazioni e, con questa fiducia, vi saluto molto caramente.

Rosario Messina

1 luglio 2009

Messaggio del Presidente sul bonus fiscale per i mobili
Cari colleghi

Come sapete il Governo ha votato il decreto legge anti-crisi che prevede anche sconti fiscali per i mobili.

Accogliamo il provvedimento con soddisfazione perché è il primo risultato di un lungo lavoro di sensibilizzazione che Federlegno Arredo ha portato avanti nel dialogo con il Governo. Prima di tutto rappresenta un segnale di attenzione proprio del Governo alle piccole e medie imprese del nostro settore riconoscendoci come forza trainante rispetto alle altre filiere.

Certo è migliorabile in alcuni suoi aspetti e lavoreremo nelle prossime settimane perché possa essere perfezionato ma comunque il fatto che sia collegato alle ristrutturazioni accresce ulteriormente il suo vantaggio sulla filiera lunga che parte dall'edilizia, di cui in questi giorni siamo protagonisti con questo grande MADE expo.

Non si tratta di un aiuto alle imprese quanto piuttosto di un incentivo al consumo in un momento in cui il recupero della fiducia del consumatore è cruciale. Per questo vi invito ad utilizzarne i contenuti come strumento di marketing per le vostre imprese.  Dobbiamo far leva da subito sull'effetto psicologico positivo sul consumatore che può essere così incentivato all'acquisto da nuovi messaggi di fiducia trasmessi attraverso molteplici canali di comunicazione.

Inoltre va sottolineato che  è l'unico  provvedimento in Europa a conferma della leadership italiana del settore.

Per noi, per la Federazione  per il settore questo gesto del Governo rappresenta un primo segnale di dialogo che confidiamo diventi sempre più costruttivo anche se cercheremo di ottenere un'efficace applicazione del provvedimento tenendo conto che il decreto prevede ad oggi un plafond, molto contenuto di soli 10.000 euro.

Rosario Messina

7 febbraio 2009

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE AGLI ASSOCIATI FEDERLEGNO-ARREDO
Desidero estendere a tutti i nostri associati il risultato di un dibattito molto partecipato sviluppato ieri dal nostro consiglio direttivo e dalla nostra giunta.

Sul momento economico difficile  mi sento di dire che lo avevamo capito già a luglio e ne abbiamo avuto certezza nelle ultime settimane che la crisi questa volta non è uno scherzo. Non si tratta di deduzioni da economisti o di brevi contraccolpi a situazioni politiche e finanziarie internazionali. Avevano provato a farci credere che l'avvento del nuovo presidente americano avrebbe cambiato da subito le cose ma non è così e noi imprenditori lo sapevamo. Ci prepariamo ad affrontare uno dei passaggi più bui della storia recente e il nostro settore si scontra con lo spettro del segno meno nel bilancio di fine anno.

E' e sarà un periodo complesso;  lo sappiamo, dobbiamo stringere i denti, lo sappiamo.

Ma le nostre aziende quelle del legno-arredo sono aziende solide, di medio-piccole dimensioni che non hanno paura di fare qualche sacrificio in più per continuare a dimostrare la propria grande capacità di lavorare, di creare, di innovare. Non dobbiamo perdere la fiducia, dobbiamo continuare a credere nel nostro potenziale, a lavorare per continuare a fare quello che sappiamo fare bene - meglio degli altri - i nostri mobili, le nostre lampade, le nostre cucine, i nostri semilavorati, le nostre case in legno, le nostre strutture, i nostri prodotti. Non è facile lo so, alcuni distretti che ho visitato recentemente hanno fabbriche in cassa integrazione, alcune hanno ridotto l'orario di lavoro di un giorno alla settimana o di un'ora al giorno, altre prevedono di allungare il periodo di chiusura per le ferie natalizie.

Le banche giocano un ruolo decisivo in questa partita. Ho incontrato nei giorni scorsi il presidente Berlusconi ed i ministri Scajola e Tremonti. Ho ribadito l'ipotesi di detassare le tredicesime ma anche la richiesta di recupero di iva sull'acquisto dei mobili da parte delle giovani coppie ed altre proposte che sono confluite in due ordini del giorno approvati dalla Camera dei Deputati. Non è sufficiente detassare gli straordinari, oggi le aziende a fatica fanno le ore ordinarie.
Il Governo ha presente la situazione e proprio oggi dovrebbe varare misure che possano salvaguardare l'occupazione, ridurre le pressioni fiscali alle aziende ed evitare che le banche chiudano o limitino l'accesso al credito.
L'invito oggi più che mai è di stare uniti, credere nei nostri progetti, nelle nostre idee, nella nostra capacità di creare beni di consumo che sono e possono diventare investimento.
Credo che se sapremo con equilibrio superare questo passaggio nebbioso troveremo nuova luce, avendo la consapevolezza che nel percorso forse si sarà perso qualcuno ma le aziende che avranno saputo sfidare la crisi ne usciranno rafforzate e il mercato sarà più aperto.

Ad ogni crisi segue sempre una grande ricostruzione, e questa è l'occasione per un nostro contributo a ricostruire meglio.

Rosario Messina

28 novembre 2008

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